Esiste il modo in cui raccontiamo il futuro, e questo racconto ha delle conseguenze

Telecom Italia e Nòva24 - Il Sole 24 ore, con il contributo dei curatori Luca De Biase e Giuliano da Empoli, sono partiti da qui, dalle conseguenze, per chiedersi: come si può narrare il futuro?

È tramontata l’era delle certezze alimentate dai professionisti delle previsioni, i cosiddetti futurologi. Resta, però, l’esigenza di comprendere gli scenari mutevoli e complessi generati dalla globalizzazione: è una sfida che l’Italia non può rimandare per cogliere le opportunità di cambiamenti epocali.

Invitati da Telecom Italia e da Nòva 24, tecnologi e umanisti si incontrano a Venezia nel convento di San Salvador, sede del Future Centre di Telecom Italia.

Narratori e imprenditori, filosofi e scienziati, artisti e giornalisti: sono menti sorprendenti che si confrontano in eventi ogni volta diversi capaci di stimolare la creatività. Insieme esprimono un’intelligenza collettiva curiosa, fertile, imprevedibile. Che esplora il futuro interrogandosi sulle esigenze del Paese: il racconto di esperienze, visioni e progetti diventa, infatti, un metodo di ricerca in grado di unire culture differenti in un percorso condiviso.

Gli argomenti toccati dagli speaker, poi, vengono rielaborati in mappe concettuali che il pubblico può commentare sul web e sui Social Network. Arricchendo, così, la narrazione di un futuro che appartiene a tutti.

Le keywords del futuro

Cinque concetti per immaginare l’idea di futuro e le sue conseguenze: è stato il punto di partenza per raccontare idee, valori, emozioni. Sono narrazioni che portano alla luce tappe fondamentali per comprendere gli scenari emergenti. Alcuni speaker hanno raccolto le loro riflessioni su carta, altri hanno parlato seguendo l’istinto. Tutti hanno contribuito a sviluppare un itinerario ricco e profondo, stimolati dagli interventi dell’inventore del World Wide Web, Tim Berners Lee, e dello scrittore Alessandro Baricco.

Il futuro e il suo racconto

Il futuro è una narrazione aperta: esplorarne la trama significa toccare snodi decisivi del sapere umanistico e scientifico. È un percorso in cui si intrecciano gli interventi di filosofi e narratori. Ma anche di imprenditori, artisti e scienziati. Testimoni straordinari che si interrogano sui bisogni e sull’identità del Paese. A partire dalle riflessioni di Christian Salmon, autore di Storytelling, che descriverà l’esplosione del racconto nell’era del Web.

Tecnologia e Arte Contemporanea

Le Venice Sessions esplorano l’incontro tra due mondi apparentemente diversi ma spesso intrecciati. Rappresentanti dell’arte contemporanea come Daniel Birnbaum, Direttore de La Biennale d’arte di Venezia, ed esponenti del Media Lab del Massachussets Institute of Technology come David Reed, Charles Fine e Andy Lipmann si confrontano per approfondire nuove visioni sul futuro e sulle sue conseguenze.

Il Futuro dei Media nell’era digitale

Come sarà e come ci raggiungerà l’informazione tra dieci anni? Quale scenario mediatico si va definendo sotto il nostro sguardo? Venice Sessions convoca le menti sorprendenti dell’era della conoscenza a indagare e riflettere sulle nuove forme di comunicazione in grado di stravolgere ogni regola e previsione, per provare a tracciare insieme gli orizzonti dell’informazione nella rete digitale.
A discuterne personaggi del calibro di Martin Sorrell, CEO del WPP Group, David Weinberger, scrittore statunitense, blogger e filosofo, Giuseppe Vita, Presidente di Axel Springer e molti altri.

Design the Future

Il futuro è soprattutto progetto e per questo appuntamento le Venice Sessions convocano le grandi menti del design italiano e internazionale per aiutarci a comprendere come gli spazi, fisici e virtuali, faranno da interfaccia con l’ambiente che abitiamo, incidendo sotto diversi aspetti - culturale, funzionale e dell’impatto generale - sul nostro rapporto con esso. A guidarci in questo viaggio nel futuro del design Justin McGuirck, direttore di ICON e critico di design, Joseph Grima, direttore editoriale di DOMUS, Guta Moura Guedes, co-fondatrice di Experimenta e direttore di EXD Biennale.

Love in the Digital Age

Come cambiano le relazioni affettive nell’era del web? Di quali aspetti inediti si arricchiscono e di quali altri si impoveriscono? In quali inaspettate modalità i nuovi strumenti della comunicazione digitale sostengono e condizionano l’apertura all’altro della propria sfera emotiva e qual è la natura delle interazioni abilitate dai nuovi ambienti di incontro di anime? Questa Session prova a comprendere quali ricadute ha la ‘connettività potenziata’ tipica dell’epoca che stiamo vivendo sulla dimensione più profonda degli esseri umani: quella dei sentimenti. A condurci in questo affascinante territorio, Esther Perel, sessuologa di fama internazionale, John Naughton, docente di Public Understanding of Technology alla Open University, Christian Wiklund, fondatore dell’applicazione di mobile dating Skout, Daniel Grippi, co-founder del social network Diaspora, e tanti altri esperti di rilievo nazionale e globale.

Franco Bernabé
31 marzo 2009
Venice Sessions è uno spazio di ricerca atipico dove si intersecano esperienze forti e uniche di innovazione. Dopo la prima tappa che verteva sulle parole chiave dell’innovazione, il secondo appuntamento punta su uno strumento diverso, quello della narrazione. “La vita di un manager può sembrare molto lontana dalla dimensione del racconto – osserva Bernabé che introduce la sessione con la sua storia di impresa – ma in certi momenti lo storytelling diventa cruciale”.
 
Alessandro Baricco
31 marzo 2009
Lo scontro tra narrazioni è l'incipit per le riflessioni di Baricco. “Collettivamente si decide di aderire a una storia piuttosto che a un'altra" osserva lo scrittore. È una partecipazione che genera conseguenze. Chiarisce l'autore: “La narrazione ha una doppia natura: pronuncia quello che è. Pensate all'Iliade e all'Odissea, una civiltà descritta in due storie. In questo caso l'istinto è conservativo”.
 
Luca de Biase
31 marzo 2009
“Il racconto è un elemento del quale siamo pieni, e allo stesso tempo poco consapevoli” osserva Luca De Biase, responsabile di Nòva24-Il Sole24Ore. La prima tappa di Venice Sessions ha prodotto una mappa di parole che è un luogo della mente che permette di girovagare ed esplorare diversi territori. La seconda tappa è l’inizio di un cammino per combinare queste parole in un racconto con un senso e con conseguenze molto più rilevanti.
 
Giuliano da Empoli
31 marzo 2009
La crisi americana rivela la potenza dello storytelling. Ricorda Giuliano da Empoli: “Lo stimolo fiscale del governo americano è stato un pacchetto di 787 miliardi di dollari e la prima fase del bank bailout è di 780 miliardi di dollari. Ma il dibattito politico è stato focalizzato sui bonus dati ai manager della Aig”. Cifre ridotte se paragonate all'entità dei finanziamenti stanziati dal governo degli Stati Uniti, ma hanno focalizzato l'attenzione dell'opinione pubblica. “E sono elementi con cui i governi devono fare i conti” ricorda Empoli.