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Globalizzazione
Se la globalizzazione ha determinato lo spostamento dell’equilibrio del potere da Occidente a Oriente e la crescita dell’economia mondiale proverrà sempre più dai paesi emergenti, stiamo anche assistendo a una sovracapacità della produzione delle aziende occidentali rispetto al reale assorbimento del mercato. D’altra parte la capacità di spesa è attualmente spostata sulle fasce più anziane, che però utilizzano meno le nuove tecnologie. Le aziende diventano sempre più strutturate a livello globale mentre stanno diventando sempre più consapevoli della necessità di comprendere il locale. Per chi fa comunicazione è oggi anacronistico concentrarsi su un unico media e su un solo paese.
Talento
Il grande terreno di lotta tra le società sarà quello dello sviluppo del talento. La comprensione delle modalità con cui pensa la gente è fondamentale per i media. Con la crisi del Web 1.0, la Rete sta disintermediando il business tradizionale e questo costituisce una minaccia per i media classici, che dovranno cambiare il proprio business model. Per sopravvivere in questo nuovo mondo, è fondamentale che, dopo l’adv e la pay-per-view, si approdi al pay-per-content. Questo è possibile solo se si investe nella comprensione di quello che vuole la gente. È questo il vero potere dei media che saranno protagonisti del futuro.
Responsabilità
I new media stanno potentemente influenzando il senso di responsabilità delle aziende. Stiamo già assistendo a un grosso cambiamento negli atteggiamenti dei capi delle imprese nei confronti della società e dell’ambiente.
Futuro
In generale, ad avere successo saranno coloro che sapranno innovare. Può esistere innovazione senza branding mentre non può esistere branding senza innovazione. La tecnologia sarà di importanza cruciale per comunicare quello che le aziende fanno e producono.
Globalizzazione
Se la globalizzazione ha determinato lo spostamento dell’equilibrio del potere da Occidente a Oriente e la crescita dell’economia mondiale proverrà sempre più dai paesi emergenti, stiamo anche assistendo a una sovracapacità della produzione delle aziende occidentali rispetto al reale assorbimento del mercato. D’altra parte la capacità di spesa è attualmente spostata sulle fasce più anziane, che però utilizzano meno le nuove tecnologie. Le aziende diventano sempre più strutturate a livello globale mentre stanno diventando sempre più consapevoli della necessità di comprendere il locale. Per chi fa comunicazione è oggi anacronistico concentrarsi su un unico media e su un solo paese.
Talento
Il grande terreno di lotta tra le società sarà quello dello sviluppo del talento. La comprensione delle modalità con cui pensa la gente è fondamentale per i media. Con la crisi del Web 1.0, la Rete sta disintermediando il business tradizionale e questo costituisce una minaccia per i media classici, che dovranno cambiare il proprio business model. Per sopravvivere in questo nuovo mondo, è fondamentale che, dopo l’adv e la pay-per-view, si approdi al pay-per-content. Questo è possibile solo se si investe nella comprensione di quello che vuole la gente. È questo il vero potere dei media che saranno protagonisti del futuro.
Responsabilità
I new media stanno potentemente influenzando il senso di responsabilità delle aziende. Stiamo già assistendo a un grosso cambiamento negli atteggiamenti dei capi delle imprese nei confronti della società e dell’ambiente.
Futuro
In generale, ad avere successo saranno coloro che sapranno innovare. Può esistere innovazione senza branding mentre non può esistere branding senza innovazione. La tecnologia sarà di importanza cruciale per comunicare quello che le aziende fanno e producono.
L'intervento non contiene allegati.




