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Charles Fine ha guidato un programma di lavoro sul valore.
A partire dal Voip, Fine pone l’accento su ciò che passa attraverso la rete:
- Moip: consumo di musica su internet.
- Tvoip: televisione su internet.
- Noip: giornali in internet.
- Aoip: internet nel settore artistico.
Restringendo il discorso alla performing art, Fine introduce il Spoip: forma d’arte ad alta velocità di consumo. E soffermandosi su come Internet abbia avuto un effetto sugli sport, propone un modello dinamico per visualizzare come è cambiato il consumo di arte nei musei, paragonandolo allo sport.
L’analogia presuppone diverse classi di fruizione, un’espansione della domanda e della richiesta, e una crescita modulare del valore. Un’espansione della dimensione di mercato che, afferma Fine, potrebbe avvenire anche nelle attività economiche. Dopo aver sottolineato la difficoltà di aggiudicare un valore a ciò che di per sé è gratuito, afferma che Internet può essere fattore di crescita delle arti, la banda larga forse può consegnare spazi equi di accesso, rappresentando una grande opportunità.




