Monique Veaute pone l’accento sull’imprevedibilità del lavoro degli artisti e cita alcune carte del XIII sec che si trovano a Marciana. “Non si tratta di carte topografiche. Sono alla rovescia, non si capisce quale territorio sia. È un nodo circolare che passa da un paese all’altro” dove la direzione è sconosciuta.
Un ulteriore aspetto evidenziato è ciò che che l’arte può provocare: un momento di disagio, di riflessione o di realizzazione del pensiero di chi visita. Il museo quindi è un luogo di riflessione.
Monique Veaute richiama anche al ruolo dei direttori di istituzioni d’arte chiamati ad accompagnare questa riflessione con qualcos’altro.
Ad esempio come fa la Cà Foscari dove la visita alla mostra sull’Etipia non viene fatta con una semplice audio guida ma con l’Ipod così che ogni visitatore possa scegliere il suo personale percorso.
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