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“Si è verificata una velocizzazione dei processi creativi e un’esasperazione dei processi commerciali distributivi dell’arte contemporanea.” Il consumo e la richiesta di eventi sono aumentati provocando un cannibalismo dell’arte.
Guenzani, dalla sua esperienza di gallerista, afferma che l’arte se davvero consiste nell’inventare qualcosa che prima non c’era, presuppone tempi di consumo diversi.
E pone una domanda: la tecnologia può aiutare?
“Dobbiamo trovare sistemi che permettano di godere dell’arte con i tempi necessari. La sorpresa che l’arte ha sempre prodotto, e i tempi necessari per elaborare una soggettiva interpretazione dell’opera sono fondamentali.
La tecnologia oltre ad aiutare a diffondere nuove produzioni artistiche, deve abituarci a tempi di fruizione diversi.”
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