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Gerrard è un artista che lavora sulla scultura virtuale. Tra le opere presentate a Venezia evidenzia un lavoro sulla fotografia finalizzato alla ricostruzione di un luogo virtuale, un lavoro con lo scanner tridimensionale dove il media tridimensionale diventa scena teatrale e crea un nuovo rapporto con il tempo.
Riprende un evento icona degli anni ’30, la tempesta di sabbia che rappresenta l’immagine di definizione per eccellenza nel suo lavoro. La palla di sabbia negli acri del midwest arati e la corsa dei contadini americani alla coltivazione del granoturco è collegabile, secondo l'artista, all’arrivo del petrolio e viene considerata uno dei disastri ecologici più significativi in America.
Altro lavoro esposto in Biennale è Grow finish unit. Rappresentazione virtuale di una porcilaia che evidenzia la possibilità di trattare il tempo in modo nuovo attraverso una camera orbitale.
Oil water, mette in luce l’intercorrelazione tra tossicità e bellezza che, secondo l’artista, rappresenta l’euforia caratterizzante il nostro Secolo.




