Guido Guerzoni
Professore di “Arts Management” presso la Bocconi ed “Economia dello spettacolo” presso lo IUAV di Venezia.
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Dopo uno studio sui musei italiani è stato scoperto che dal 1995 in poi sono stati aperti 55 nuovi musei, la metà dei quali dedicata all’arte contemporanea. Perché questo? “I musei”, sostiene Guerzoni, “sono percepiti come soluzione dei problemi umani.” Qual è allora il futuro ideale che può essere fornito dagli artisti contemporanei? A fronte di una narrazione del futuro spesso apocalittica, le nuove generazioni di musei possono offrire una versione alternativa di futuro, concentrandosi sui media, sui videogame, sulla fotografia. Guerzoni nel dibattito museologico pone l’accento su alcuni punti fondamentali, qui di seguito sintetizzati:- ci sono musei che ospitano collezioni digitali anche se, sottolinea, “un museo dovrebbe offrire al visitatore un vero oggetto”
- I musei stanno diventando progressivamente case museologiche, rendendo sempre più sottile la differenza con gli archivi.
- Viene rotta la regola della permanenza. Le nuove generazioni non preservano singole opere.
- Manca la distinzione tra visitatore on line e visitatore fisico tanto che e a volte vengono create collezioni dagli stessi users
- Il contenuto dei musei viene sempre più personalizzato.
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