“Ascoltando i cittadini e le aziende con le quali lavoro riscontro una generale e forte afasia, una grande difficoltà a raccontarsi - osserva Monica Fabris – mentre anziani e bambini, ma soprattutto i poveri, sembrano avere un gran bisogno di raccontare delle storie”. Non è un caso che in Paesi come l’Africa la narrazione sia così importante. In questo senso il racconto è periferico, sembra sfuggire dal centro della società.
Un’altra sua caratteristica è la staticità nel tempo, che lo sottrae, secondo Fabris, all’immediatezza del presente ponendolo in una sorta di atemporalità.
Ma gli strumenti di comunicazione sono all’altezza del compito? “La rete sta offrendo nuove opportunità e, nonostante le critiche, ha creato anche coralità, con dei veri e propri nuovi format” precisa Fabris che le nuove tecnologie di comunicazione si stanno rivelando preziose nel moltiplicare i racconti.
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