Costruire una tecnologia in grado di manipolare la musica sia nelle tracce sonore che nelle partiture o multimediali. “Il nostro cervello è già in grado di associare suono, partitire ed immagine, elaborando un modello che parte da un’esperienza precedente – spiega Goffredo Haus, mostrando un manoscritto de “La Nina pazza per amore di Paisiello -. Ma oggi disponiamo di una tecnologia che ci può assistere moltiplicando le nostre possibilità di interazione e di manipolazione della musica”.
La fruizione proposta da Haus è un salto nel futuro di 5-10 anni che propone un’integrazione tra tutti i materiali disponibili, dalle partiture, alle registrazioni video e alle tracce dei diversi strumenti e cantanti. Tutti i collegamenti logici tra i diversi elementi informativi sono disponibili grazie a uno standard messo a punto dallo stesso Haus presso il dipartimento di informatica musicale della Statale di Milano. Il software sviluppato presso l’ateneo milanese permette di navigare all’interno di tutti i materiali in maniera rapidissima e intuitiva, ma tagliando i tempi di produzione a poche settimane invece che i normalei 6-7 mesi uomo.
“Gli ambiti di applicazione sono ben più vasti della musica – osserva Haus – basti pensare a Google Audio indexing, che riconosce in realtà parole associate al video. Il nostro sistema permette invece di utilizzare direttamente la traccia audio, sia che si tratti di una mezza dozzina di strumenti o di un’intera orchestra”.
Il sistema sviluppato dallo scienziato musicale non è solo un sistema di fruizione, perchè permette anche di manipolare la musica, grazie ad una forma di codifica multistrato, standard mondiale conosciuto come Ieee 1599 che permette di integrare file video, immagini e testi.
“Dal punto di vista tecnologico già ci siamo – conclude Haus – ma credo che saremo rallentati più che altro da problemi relativi al copyright”.
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