Il racconto del futuro è alimentato anche da previsioni sbagliate. Maurizio Ferraris, filosofo, ne ricorda due. La prima è la fine della scrittura, profetizzata negli anni Sessanta: nel film “2001. Odissea nello spazio” il computer centrale Hal comunica con una voce metallica, pochi anni prima della rivoluzione informatica. Invece, sottolinea Ferraris, da allora è avvenuta un'esplosione della scrittura, soprattutto con la diffusione di internet.
La seconda previsione errata è la scomparsa della carta in seguito all'uso dei computer: “i giornali gratuiti e i libri a prezzi stracciati sarebbero impossibili senza computer” ricorda il filosofo, . Ma quali sono i motivi dell'esplosione della scrittura? Per Ferraris “non possiamo avere nessun sistema sociale senza che ci siano iscrizioni, registrazioni”.
In particolare, nell'epoca del web è possibile “il trasferimento di grandi pacchetti di informazioni”: un fenomeno che, secondo il filosofo, sarebbe alle radici della globalizzazione.
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