“Il futuro appare problematico, carico di minacce” osserva il sociologo Christian Salmon, sottolineando che “il racconto può sembrare un modo semplice di rispondere a questa incertezza”. Ma alcuni cambiamenti nello storytelling politico contemporaneo diventano evidenti con l'analisi della campagna elettorale di Barack Obama, il presidente Usa che ha inaugurato una "politica Facebook".
“Ha preso da subito una posizione di dissidenza retorica” ricorda Salmon “contro la deriva che permette a una falsa notizia o a una storia ripetuta di diventare un pezzetto di realtà”. Ad esempio, ha aperto un dialogo con il pubblico senza cercare contatti privilegiati con i giornalisti.
Inoltre, Il consulente politico di Obama, David Axelrod, è riuscito a narrare “la leggenda dell'uomo globale nel momento della globalizzazione: si tratta del viaggio dell'eroe che rende la sua vita esemplare”. Nel racconto, Obama diventa un candidato storico: “Qualunque sia la sua politica” ricorda il sociologo “sarete coscienti di eleggere il primo presidente nero americano”: i cittadini diventano, così, i narratori della storia.
Sottolinea Salmon: “Mai come in queste elezioni la distanza tra due candidati per la presidenza degli Stati Uniti era apparsa così abissale”. “McCain appartiene alla galassia Gutenberg: i suoi eroi sono fatti di inchiostro e di carta”. Obama, invece, “viene dal pianeta internet” ed “ è un eroe liquido”.
Le strategie della campagna politica si possono descrivere attraverso un “quadrato magico”. Per il sociologo francese sono quattro le condizioni che hanno costruito una poderosa macchina narrativa: il racconto di una storia capace di costituire l'identità del candidato, l'iscrizione della narrazione nel tempo (timing), l'inquadramento del messaggio ideologico del candidato (framing). Infine, il networking, inteso come lo sviluppo di una rete su internet e sul territorio. La superiorità di Obama su McCain, sottolinea Salmon, è stata netta negli ultimi tre lati del quadrato.
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