“Il futuro esiste”, spiega Gianluca Dettori, “perché è la mappa che utilizziamo per camminare. E’ la raffigurazione dell’intelligenza collettiva, così come lo è il web. In dieci anni di Internet però non ho visto molte cose cambiare. Sono rare le innovazioni di rottura, quelle che cambiano lo scenario e rendono il brodo primordiale visibile a tutti noi. Il resto è rappresentato solo da micro-aggiustamenti in attesa del big bang”.
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